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da
http://www.boiron.com/it/htm/01_homeo_aujourdhui/connaitre_homeo.htm
L’omeopatia evolve e
progredisce ogni giorno, sotto l’impulso e grazie al lavoro di migliaia
di medici, scienziati, universitari e laboratori che continuano ad
andare oltre i limiti delle loro conoscenze per migliorare l’efficacia
di questi medicinali.
Cos’è l’omeopatia?
L’omeopatia è un ramo della terapia medica. Si tratta di un metodo
terapeutico fondato sulla prescrizione di medicinali derivanti dal
principio farmacologico della similitudine, generalmente utilizzati a
dosi deboli o infinitesimali.

Il principio
della similitudine come punto di partenza.
Già formulato da Ippocrate, il principio della similitudine stabilisce
un legame tra l’azione terapeutica di una sostanza medicamentosa e il
suo potere tossicologico.
Consiste nel dare a un malato una sostanza medicinale che, in forti
dosi, può provocare nell’uomo sano - tramite intossicazione - un insieme
di sintomi analoghi a quelli che presenta nella malattia.
Questo metodo è anche alla base del principio della vaccinazione, frutto
dell’osservazione di Edward Jenner nel 1796, anno in cui Samuel
Hahnemann pubblicava le sue ricerche sui principi delle droghe
medicinali e sviluppava il suo approccio terapeutico.
L’infinitesimale: una sfida scientifica
Applicando il principio della similitudine, l’omeopatia utilizza gli
effetti terapeutici delle sostanze attenuando la loro tossicità tramite
l’impiego di piccolissime dosi fino al livello detto «infinitesimale».
L’esperienza dimostra che, malgrado l’elevatissima diluizione del
principio attivo, l’effetto terapeutico rimane. Anche se ogni giorno si
compiono dei passi avanti, ad oggi la scienza non permette ancora di
spiegare il modo in cui agiscono le diluizioni infinitesimali.
L’omeopatia conferma che le sostanze diluite al di là dei limiti
conosciuti della materia*
hanno un’attività biologica o fisica svelabile, misurabile,
riproducibile e specifica della sostanza diluita, anche se non ne rimane
alcune traccia. Sono state formulate numerose ipotesi per verificare
questo postulato, ma l’infinitesimale resta una sfida scientifica.
L’approccio
omeopatico

L’omeopatia è un metodo terapeutico scientifico e umano, aperto tanto
allo sviluppo scientifico e alla tecnica, quanto all’ascolto della
persona malata. Questo metodo privilegia l’approccio preventivo.
Esiste una sola medicina : quella che unisce la conoscenza scientifica
all’ascolto e all’osservazione minuziosa del paziente nella sua
specificità. È la medicina nel suo complesso che deve capire ogni
singolo paziente, non soltanto l’omeopatia.
Il medico quindi non deve scegliere a priori tale o tal altro
trattamento, tale o tal altro metodo terapeutico, ma egli deve tenere in
conto di volta in volta - e per ogni singolo caso - lo stato delle sue
conoscenze per ogni terapia e per la specificità del malato.
La scelta di un medicinale omeopatico richiede un’individualizzazione
molto più alta di quella di un antibiotico, per esempio. Una volta
effettuata la diagnosi della malattia, quando stabilita la scelta
dell’omeopatia come terapia, al medico resta il compito di cercare il o
i medicinali che corrispondono in modo specifico a quel malato per
quella malattia. Ogni persona avrà il “suo” raffreddore, la “sua”
angina”, il “suo” eczema, ossia svilupperà sintomi e modalità personali
la cui valutazione orienterà il medico sulla scelta di tale o tal altro
medicinale omeopatico.
È altrettanto vero che per alcuni sintomi o in certe affezioni, tornano
sistematicamente gli stessi medicinali omeopatici, al di là di ogni
principio di personalizzazione.
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